Jungleland

Il mistero ormai è svelato. Schumi, l’uomo che per tutta la vita ha flirtato con la morte, è caduto mentre sciava con i figli, come un impiegato qualsiasi, sull’ultimo metro banale di una pista blu, facile. Su una roccia qualsiasi. Poche storie, then. di Pierluigi Pardo
12 AGO 20
Immagine di Jungleland
Il mistero ormai è svelato. Schumi, l’uomo che per tutta la vita ha flirtato con la morte, è caduto mentre sciava con i figli, come un impiegato qualsiasi, sull’ultimo metro banale di una pista blu, facile. Su una roccia qualsiasi. Poche storie, then. Il Caso regola le nostre vite. Tutto quello che puoi fare è continuare a cazzeggiare, di Premier League e legge elettorale; passare allegre mezze ore a chiederti se arriva Gonalons, interrogarti sul mistero dei capelli di Gervinho, stordirti di spritz, desiderare un destino erotico alla Icardi o una casta famiglia cattolica e romana e sperare che il resto vada di culo.
Il resto sono anche i 150 euro restituiti agli insegnanti dal Rottamatore Badante, le ultime ore di Allegri al Milan. Il resto è quello che vedi al Pitti. Donne pazzesche, certo. Tutto intorno tessuti hi-tech, gente che ci crede proprio e ti coinvolge negli scenari. Le ultime frontiere della scarpa stringata o il destino incerto del doppiopetto. E passeggiate notturne come un’apparizione. E ti chiedi come hanno fatto a costruirla, Firenze. Se sapevano che un giorno sarebbero stati invasi da creativi con giacche a fiori e modelle anoressiche. E se la Roma decadente e perfetta di Sorrentino avrebbe mai pensato di vincere, da migliore attrice protagonista, il Golden Globe (tutti sul carro, daje).
Pensi che vorresti un amico di nome Sonny, per riparare una macchina e partire. Le amicizie virili, le risate a cena, gli interrail che hai attraversato. E non te ne fregava niente di larghe intese e Tares ma solo di una certa Alice, somewhere else, probabilmente nel nord della Norvegia. Comunque troppo lontano da qui.
di Pierluigi Pardo